Skip to main content

L’altra volta ci siamo lasciati parlando di come mettere al sicuro i dati a cui teniamo tanto relativi ai nostri siti. Per chi si fosse perso la prima parte, potete trovarla qui

D’accordo, i dati sono salvi… e ora?

Dobbiamo necessariamente passare a Google Analytics 4? Nel momento in cui scriviamo questo articolo la situazione legislativa è ancora molto fumosa. L’accordo tra l’Europa e Google arriverà? si, no? non lo sappiamo.
Quello che possiamo fare è essere pronti ad ogni eventualità. Se Google e l’Europa dovessero accordarsi saremmo tutti felici, non ci sarebbe alcun problema e continueremo tutti a lavorare utilizzando gli strumenti che non conosciamo.
Ma nel caso in cui questi accordi non dovessero arrivare che alternative abbiamo:

Utilizzare Google Analytics con configurazione Server Side

Cosa significa?

Significa che lo strumento resta lo stesso, ma dobbiamo configurarlo in modo che le statistiche che va a misurare rimangano a casa (e sotto la responsabilità) di chi gestisce il sito, senza inviarle a Google.

Analytics è gratuito ed è uno strumento con cui tutti hanno familiarità. E’ la soluzione calda e rassicurante come la coperta di Linus che ci fa stare bene nella nostra comfort zone.

I CONTRO di questa soluzione

La configurazione Server Side di Analytics richiede competenze specifiche che non è così banale trovare in circolazione. Non pensate che lo stesso responsabile della IT che ha installato la precedente versione di Analytics sul vostro sito sia in grado di portare a termine anche questa operazione. Le competenze richieste sono completamente diverse.

Avete quindi bisogno di un sistemista in grado non solo di configurare Analytics ma anche di fare la manutenzione dello strumento. 

Qualche riga fa ho utilizzato il termine “responsabilità”. Si, perchè con questa soluzione i dati di navigazione dei vostri utenti, saranno vostri e voi sarete responsabili della loro custodia. Il DPO (Data Protection Officer) della vostra azienda sarà responsabile della custodia di questi dati, sarà necessario mettere in piedi tutte le attività necessarie e previste da legge per garantire la sicurezza di questi dati per i vostri utenti.

Utilizzare uno strumento di monitoraggio alternativo

Anche se non tutti lo sanno, Google Analytics non è l’unico strumento di monitoraggio del traffico web esistente. Esistono tanti strumenti alternativi, alcuni anche molto migliori. Google Analytics si è affermato semplicemente perché gratuito e ben documentato/supportato.

I PRO di questa soluzione

Le alternative Analytics a cui facciamo riferimento prevedono quasi sempre soluzioni in-cloud. Questo significa che non saremo noi responsabili della custodia dei dati, una cosa in meno a cui pensare.

Queste alternative spesso forniscono dati anche più interessanti rispetto a quelle fornite da Analytics. Alcune permettono di analizzare con maggiore semplicità ed efficacia i funnel, altre permettono di avere informazioni che Analytics tiene per se… alcune anche MOLTO utili per fini di marketing. Ovvio che le cose cambiano da piattaforma a piattaforma, ma in generale tutte hanno qualcosa da offrire.

I CONTRO di questa soluzione

Cambiare a volte è traumatico. Uno strumento nuovo può essere una risorsa preziosa, ma bisogna imparare a configurarlo e bisogna imparare a usarlo, e non sempre si è disposti a fare questo passo. 

Documentazione, supporto e capacità di interfacciarsi. Google Analytics funziona bene soprattutto per un motivo: tutti lo usano e quindi si trovano guide per fare di tutto. Avete un problema? Basta una ricerchina online e troverete qualcuno che lo ha risolto ed è disposto a spiegarvi come ha fatto. Quando si passa a un tool più “di nicchia” inevitabilmente le community diventano più piccole e la documentazione diventa più scarna. Bisogna quindi informarsi molto molto bene sul servizio di supporto e sulla documentazione disponibile (sia quella rilasciata dal fornitore, sia quella creata dalla community).

Questi sistemi alternativi a Google Analytics si pagano. Cioè, ce ne sono di gratuiti, ma quelli che costano zero, valgono zero. I tool di questo tipo che vengono rilasciati gratuitamente possono andare bene per “monitorare” quello che succede sul vostro blog, ma non sono di certo adatti a realtà aziendali che utilizzano il proprio sito come strumento di vendita, di branding o come punto di atterraggio per le campagne marketing.

Quelli che invece funzionano bene, hanno un costo. Questo costo può essere irrisorio e tradursi in poche centinaia di euro l’anno per realtà relativamente piccole oppure può lievitare fino a cifre molto molto importanti. A questo punto lo strumento che deciderete di utilizzare deve essere visto come un investimento da far fruttare. E forse non è una cosa negativa, potrà essere un modo per smetterla di dare per scontati certi numeri e iniziare a valorizzare la reportistica e l’analisi dei dati.

Conclusioni

Il 2023 sarà sicuramente un anno importante nel mondo dell’analisi dei dati di traffico e dell’analisi della reportistica. Sarà un anno che sicuramente avrà un impatto sulle aziende, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda l’inserimento di nuove competenze. Difficilmente le aziende potranno fare a meno di investire qualcosa, si tratti di denaro da investire in uno strumento da destinare all’acquisto di competenze esterne o da destinare alla formazione delle proprie risorse umane.

Io vi consiglio caldamente di valutare i pro e i contro di ogni scenario, magari con l’aiuto di un professionista che vi illustri nel dettaglio ogni bivio. Soprattutto vi consiglio di non perdere nemmeno un minuto a fare un bel backup dei vostri dati! Ragionate in prospettiva e cercate di farvi trovare preparati a ogni evenienza!