Misurare la digital readiness

Tutte le aziende oggi sono impegnate nella realizzazione di qualche progetto di trasformazione digitale. L’impatto del digitale è così pervasivo che è praticamente impossibile ignorarlo. Ma come valutare la “readiness” di un’azienda, ovvero se è pronta o meno a intraprendere un progetto di questo tipo?

Ci sono 8 aree tematiche da approfondire per valutare questa prontezza. Sono le aree intorno alle quali incentriamo le nostre attività preliminari, per capire che tipo andremo ad affrontare per e con il nostro cliente.

1 – Management commitment

I progetti di trasformazione digitale non sono mai progetti solo tecnici. Non possono partire dal basso. Una delle condizioni necessarie per il loro successo è che devono avere una matrice strategica e godere di una sponsorship molto elevata all’interno dell’organizzazione perché impegneranno risorse potenzialmente ingenti e richiederanno decisioni.

2 – Digital culture

L’organizzazione deve essere pervasa da una cultura digitale. Le persone devono avere voglia di aggiornarsi ed essere aperte all’innovazione, alla possibilità che i loro modi di lavorare siano modificati, anche in profondità dai progetti intrapresi dall’organizzazione. Devono essere abituate a usare i canali digitali, devono essere in grado di leggere report e avere la curiosità di partecipare a eventi sul tema. Deve esistere una digital / social media policy condivisa alla quale tutti si attengono nell’utilizzo dei canali digitali.

3 – Customer engagement

I canali digitali sono per loro natura bi-direzionali. Intraprendere un progetto digitale significare accettare questo fatto e essere pronti a ingaggiare i clienti sui canali digitali che, quindi, non devono essere utilizzati solo come un megafono per diffondere comunicati sull’azienda quanto piuttosto come uno strumento in più per interagire con il mercato target e sostenere e rafforzare il posizionamento e la proposizione di valore offerta dall’azienda.

4 – Competitive insight

I canali digitali sono lo strumento ideale per monitorare e analizzare i concorrenti, l’evoluzione della loro offerta e dei loro comportamenti. Si deve partire dal presupposto che i nostri competitor siano almeno intelligenti quanto noi e che quindi stiano a loro volta utilizzando i canali digitali per acquisire informazioni su di noi, sulla nostra offerta, sulle nostre iniziative. Ciò che viene appreso dall’attività di competitive intelligence deve essere utilizzato per aggiornare l’offerta dell’azienda e per informare e coinvolgere i business partner allo scopo di consolidare il posizionamento competitivo e di colmare gli eventuali gap di competitività esistenti.

5 – Staff e risorse

L’azienda deve essere sicura di avere a disposizione il personale e le risorse necessari a supportare adeguatamente il progetto di trasformazione digitale intrapreso. Devono essere stati identificati e definiti i processi, i ruoli e le responsabilità coinvolti dal progetto stesso e devono esistere dei punti di riferimento in grado di affrontare i problemi e rimuovere gli ostacoli che inevitabilmente sorgeranno nel percorso di realizzazione del progetto.

6 – Pianificazione e selezione dei canali

Il piano di trasformazione digitale deve essere stato definito ed esplicitato. Devono essere stati identificati i suoi obiettivi, le iniziative da intraprendere e le metriche da monitorare. All’interno del piano devono essere stati definiti i canali da utilizzare per l’interazione con il mercato target, senza farsi prendere dalle facili entusiasmi e dalle mode del momento. Il piano di azione deve essere, ovviamente, condiviso dal management ed essere stato comunicato alla struttura.

7 – Process documentation

E’ molto importante che all’interno del piano siano stati definiti i punti di contatto e i reciproci ruoli tra i canali di interazione digitale e i tradizionali canali di comunicazione utilizzati dall’organizzazione che devono interagire in armonia e in coerenza con il set di valori legati al brand. Devono essere stati definiti piani e calendari editoriali per i diversi canali che si è scelto di presidiare con i relativi processi di approvazione. Infine devono essere stati calendarizzati gli incontri specifici sia per la discussione degli elementi chiave della complessiva strategia di comunicazione digitale che per l’approvazione delle attività operative da questa previste..

8 – Governance and measurement

Il progetto digitale deve essere presidiato e misurato con attenzione. Deve essere stata predisposta, ad esempio, una social media policy che serva come guida ai componenti dell’organizzazione quando interagiscono sui social media anche al di fuori del contesto e dell’orario di lavoro. Devono essere state identificate le metriche da misurare, costruite le dashboard per il loro monitoraggio e definite le reportistiche per il management. Devono infine essere stati definiti i termini di utilizzo e la privacy policy per le web properties dell’azienda che, necessariamente, dovranno essre GDPR compliant.

Per ognuno di questi 8 gruppi tematici possiamo misurare un livello di performance dell’organizzazione attribuendo un punteggio variabile da 0 a 10 e contemporaneamente definirne l’importanza relativa attribuendo un peso (espresso in percentuale o in termini assoluti). Il digital readiness index sarà dato quindi da un valore compreso tra 0 e 10 e indicherà una readiness tanto maggiore quanto più l’indice stesso sarà elevato e vicino a 10.

Ripetere un’analisi come questa nel tempo fornirà indicazioni sul modo in cui l’organizzazione si sta muovendo sul tema digital readiness.

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Tenzin Gyatso, 14esimo Dalai Lama