Digital Tea: il cimitero dei social dimenticati – Parte 2/2

Non sappiamo se sia mai stata fatta una stima, un censimento dei social creati sin da quel 1997, anno in cui nasce SixDegrees.com, il primo vero social media, un momento visto da molti come l’Anno Zero di questa epoca digitale.

Sappiamo solo che molti non ci sono più, morti, dimenticati o cambiati profondamente in questo percorso evolutivo rapido e senza sosta.

Nel precedente Digital Tea: il cimitero dei social dimenticati – parte 1/2 abbiamo iniziato questa rapida carrellata per tirare fuori dall’oblio qualche social media, ma davvero il nostro contributo alla loro memoria è una goccia nell’oceano.

Ci dispiaceva non dedicare qualche altro minuto al loro ricorso, così eccoci qui ancora a scorrere i social media che ci hanno fatto battere il cuore per poi abbandonarci per sempre.

Vi lasciamo un rapidissimo indice degli argomenti trattati, tanto per farvi capire chi abbiamo voluto rispolverare, anche solo per un momento:

  • Foursquare e del perché ci sentiamo sempre molto soli quando ne parliamo. Il social che univa gamification e marketing delle location. Se pensate che si sia estinto, sappiate che invece ha altre strategie. Un classico esempio darwinista;
  • un cadavere ancora caldo: Google +. Il nostro fan boy di Google Wave non sembra così dispiaciuto di questa seconda perdita in casa Google;
  • Che poi… era vero che Google + almeno dava benefici in ottica SEO?
  • My Space e i dati persi… vedi ad affidare le cose a tuo cugggino?
  • il social per gli anziani: Eons. La piattaforma per i boomers che proprio non ha sfondato;
  • MSN e il trillo che provoca ancora un tuffo al cuore. Un bambino prodigio superato da una nuova generazione di rottamatori;
  • carrellata utile per parlare di strategia e marketing, i temi che più ci stanno a cuore.

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È un modo per raggiungere l’immortalità.

Tenzin Gyatso, 14esimo Dalai Lama